Panoramica cittą vecchia

 

 

 

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Castello Aragonese DOVE  SIAMO

(TARANTO)

 

 

                                

                                

Ponte Girevole (di notte)

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(Tra storia e leggenda)

Taranto, "Capitale della Magna Grecia", ebbe anch'essa un periodo preellenico. La sua origine si perde nella più remota antichità.

Gli Hethei - Pelasgi, provenienti dalle isole e coste dell'Egeo, vennero a stabilirsi su una fascia di terra denominata Sinus Terentinus fondando la città di SATURO dedicandola al loro dio Sat (Saturno) ed UR (luce, fuoco,città, potenza..) ossia: Città sotto la protezione di Sat. Siamo a circa 2500 anni a.C.

Più tardi, di parecchi secoli, sempre dalle coste dell'Egeo, giunsero gli Arii. Dapprima si limitarono ad abitare in grotte e palafitte, mostrando un carattere mite, in seguito - queste colonie che nel frattempo erano cresciute di numero - prevalsero sugli Hethei-Pelasgi, come era già avvenuto in altri luoghi, sottomettendoli e costringendoli all'esodo verso altre terre. Gli Arii cambiarono il nome della città in TARAS.

Tra l'ottavo e il settimo secolo a.C. colonie elleniche di origine Spartana, per commercio e per desiderio espansionistico, vennero ad aggiungersi agli Arii modificando i connotati politici e civili del luogo.

A queste varie colonizzazioni risalgono i racconti leggendari di Taras, primo fondatore di Taranto:

"...Taras, figlio di Nettuno, a capo di una flotta, venne un tempo in cerca di queste regioni. Sbarcò in epoca assai remota, forse 12 secoli prima di Roma. Mentre ringraziava il padre Nettuno per avergli permesso un buon viaggio, offrendo lui libazioni e sacrifici, vide un delfino saltante ed egli interpretò la cosa come un buon auspicio e si diede ad edificare la città a cui diede il suo nome. Un giorno però egli scomparve nel fiume che sfociava al mare e per quante ricerche furono fatte non fu possibile recuperare il suo corpo annegato. Egli era stato assunto in Cielo dal padre Nettuno, nel numero degli eroi..."

Nelle Antichissime monete di Taranto si vede Taras in groppa ad un delfino brandendo nella mano sinistra un tridente (simbolo di Nettuno) e nella destra un vaso da sacrificio, che allude forse alle sacre libazioni fatte dal fondatore nell'edificare la città.

(Questa leggenda, come quella su Arione e Falanto, furono creazione greca in tempi posteriori alle colonozzazioni e tutto per mettere in rilievo l'origine divina della città, ma sopratutto per glorificare i condottieri di colonie).

 

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